Da quasi cinque anni sono visibili oggetti che si muovono tra le stelle e che diventano luminosissimi per pochi secondi. Questi oggetti appaiono nel cielo, all'inizio appena percettibili ad occhio nudo, e piuttosto velocemente, ma gradualmente, aumentano la propria luminosità per alcuni secondi anche fino a 50 volte quella di Venere per poi diminuirla altrettanto velocemente e poi scomparire alla vista. Cosa possono essere? Troppo lenti e regolari per essere meteore, troppo luminosi per essere satelliti "normali".
UNA NUOVA COSTELLAZIONE
Il 5 maggio 1997 venivano lanciati i primi satelliti della flotta "Iridium" per telecomunicazioni cellulari a copertura planetaria. In origine erano previsti 77 satelliti in 7 orbite polari: per similitudine furono chiamati "Iridium", l'elemento che ha numero atomico 77 e che quindi ha, nello stato fondamentale, 77 elettroni che gli orbitano attorno. In realtà il progetto finale prevede 66 satelliti in 6 orbite polari ad una altezza di circa 780 chilometri (ma il nome non è stato cambiato in "Dysprosium"). Il lancio più recente è stato effettuato il 11 giugno 1999 dalla Cina. I satelliti Iridium sono relativamente piccoli (circa 4 metri di altezza) ed hanno sezione triangolare. Oltre ai pannelli solari possiedono 3 antenne per le telecomunicazioni chiamate MMA (Main Mission Antennas) dotate di una elevata riflettività le cui dimensioni sono 188 centimetri di altezza e 86 centimetri di larghezza, come la porta di una stanza.
PREVEDERE I BRILLAMENTI
Per essere operativo il satellite deve avere l'asse maggiore puntato verso il centro della Terra ed una delle MMA orientata in avanti. Quando l'angolo tra la linea che congiunge noi con il satellite e la direzione dei raggi riflessi del Sole dalla MMA è prossimo allo 0 (cioè tendono a coincidere) la MMA riflette direttamente la luce del Sole verso di noi ed osserviamo il brillamento (flare). Con opportuni calcoli è quindi possibile prevedere non solo quando il satellite è sopra l'orizzonte (in condizioni normali ha una magnitudine di +6 e quindi al limite della visibilità ad occhio nudo sotto un ottimo cielo, ma ben visibile anche con un semplice binocolo), ma soprattutto quando questo angolo è prossimo allo 0 e quindi le condizioni per un brillamento. E' importante non solo avere i parametri orbitali esatti dei satelliti, ma anche determinare le nostre coordinate con la maggior precisione possibile: infatti, essendo le grandezze in gioco sull'ordine dei decimi di grado, un errore nella determinazione della posizione di 10 chilometri può far variare la luminosità del brillamento di alcune magnitudini. I brillamenti eccezionali (magnitudine inferiore a -8) sono visibili in un raggio di pochissimi chilometri.
Se volete calcolare i brillamenti autonomamente, scaricatevi il programma IRIDFLAR.ZIP
Oppure utilizza il seguente tools on line, cliccando qui